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Chi di noi porterà il conto a De Luca?

Chi di noi porterà il conto a De Luca?

Lo stiamo servendo giusto? Così come accade in ogni ristorante che si rispetti, se ordini, ti servono, e noi lo stiamo servendo.

Non sono qui a dirvi cosa è giusto e cosa è sbagliato. Per il bene della collettività ogni mezzo é lecito, ma quello che più mi fa perdere le staffe, in questo momento, è la disparità di trattamento.

Probabilmente avrei scelto comunque di chiudere, probabilmente, in ogni caso, avrei fermato la mia attività, ma attenzione, me ne sarei preso la responsabilità e soprattutto sarei stato consapevole delle spese da sostenere, mi sarei accollato tali spese soprattutto per una mia scelta.

E invece no, non è andata così.

Un’ordinanza chiara e senza nessun dubbio interpretativo, ci ha intimato di chiudere, di interrompere il nostro lavoro. Dopo diverse “assurde” dichiarazioni fatte in TV, dove siamo stati descritti come il male di tutti i mali, gli untori, coloro che andavano in giro a fare danni, ci è stato ordinato di bloccare l’asporto, per l'esattezza di bloccare le consegne a domicilio.

Quelle stesse consegne che tutti i giorni continuano a fare supermercati, macellerie, salumerie, negozietti di ogni genere che vendono beni considerati di “prima necessità”, ma la pizza no. La pizza è sinonimo di contagio. Rimarrà scolpito nelle menti di tutti, forse nel cuore di tutti noi  “se dieci pizzerie portano pizze a cento persone sono mille contatti”.

Dopo la breve escalation che ha portato bar e ristoranti a rivedere gli arredi (tavoli ad almeno un metro di distanza), a ridursi gli orari (aperti si ma solo fino alle 18.00), ed in fine ad operare solo con le consegna a domicilio, misura imposta dal nostro Governo; bene, per il bene di tutti i Campani, il nostro caro Governatore ha detto stop anche a quello.

Qualcuno lo ha elogiato, qualcun altro ha detto che è stato l’unico a fare quello che andava fatto da tempo. Fatto sta che il nostro Governo non la vede proprio così come lui.

Probabilmente perché, a mio modesto parere, quelle stesse consegne a domicilio potevano essere un vero e proprio servizio sociale a disposizione degli Italiani. Forse una necessità per qualcuno, o forse per altri un’occasione per rivivere un attimo di normalità.

A questo punto non so proprio cosa pensare, di una cosa però sono certo, sono incazzato. I miei colleghi Pugliesi, piuttosto che Toscani o di chi sa quale altra regione d’Italia avranno a disposizione agevolazioni "forse" commisurate al sacrificio che stanno facendo, e noi in Campania?

Noi in Campania siamo andati oltre, ci è stato ordinato e abbiamo servito. Stiamo servendo per il bene della collettività, dei nostri concittadini.

Ma chi ha ordinato è pronto anche a pagare?

Chi di noi porterà il conto a De Luca?

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